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CORAGGIO!

Voglio iniziare con questa parola. Coraggio inteso come probabilità di fare scelte impopolari. Coraggio dei politici, degli amministratori, dei dirigenti. La politica è sicuramente compromesso, ma nella realtà in cui viviamo ci vuole visione futura, progettazione. Il retaggio antico di fare un passo avanti e due indietro deve finire. Adesso vengo al dunque, al motivo di questo post: Trapani città a mobilità sostenibile.

A Trapani (inteso come territorio trapanese Trapani-Erice), abbiamo due tentativi di piste ciclabile obbrobriose, pericolose, incompiute, abbandonate!

Io questa città la immagino a misura di bici. Parliamo di un territorio che da una punta all’altra misura circa 7 km, per una larghezza di circa 4 km. Parliamo di una città in cui la temperatura media annua è di 23 gradi.

Però parliamo anche di una città dove si usa la macchina pure per fare 100 metri. Dove la preoccupazione più grande è il parcheggio a km0. Dove con due macchine si crea l’ingorgo.

Io mi chiedo perché in Olanda ci sono più bici che macchine, in città come Amsterdam la bici è il mezzo di trasporto per eccellenza, quindi in una grande città, e a Trapani con una estensione ridotta non si può camminare in bici in sicurezza.

Ecco la questione è anche questa, la sicurezza di chi va in bici. Non è sicuro andare in bici per Trapani. Come risolvere la questione della sicurezza? Con una pista ciclabile.

Una città sostenibile significa anche che i mezzi di trasporto siano elettrici e che diano la possibilità a chi non può o non vuole andare in bici o a piedi di poter raggiungere ogni luogo.

Città sostenibile non significa eliminare la macchina, significa ridurla al minimo indispensabile.

Per fare tutto ciò ci vuole il coraggio di chi può decidere di fare queste cose! Perché significa lottare contro l’abitudine di dover prendere la macchina per fare 100 metri e parcheggiare ad un metro da dove devo andare.

I soldi? Bandi Europei.

Le tempistiche? Ci vuole più tempo a riorganizzare la mobilità che non a creare una pista ciclabile.

Le critiche? Tante, tantissime.

Il beneficio? Immenso, incalcolabile.

La situazione attuale è emergenziale, senza ombra di dubbio. Anche se non siamo stati colpiti massicciamente dal virus, come altre parti d’Italia e del mondo, abbiamo dovuto affrontare la crisi sanitaria. E ora dobbiamo affrontare la crisi economica. Ma se non partiamo dal ripensare la nostra città, la nostra economia, come pensiamo di ripartire? Se non si fanno investimenti, come si pensa di spingere l’economia?

Il tempo per pensare al futuro è ora, anzi era ieri. Non possiamo essere sempre decenni indietro rispetto al mondo.

È l’occasione per aver il coraggio di investire nel futuro!

Dario Lo Giudice

Trapani per il futuro

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