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La Chiesa dei Gesuiti sorge ad angolo tra Corso Vittorio Emanuele e Via Roma, emergendo con la sua elegante presenza sul corso principale del centro storico e rappresentando la migliore espressione artistica di un’epoca culturalmente feconda.

Dagli atti notarili risulta che l’edificio viene realizzato e abbellito tra il 1580 ed il 1679 su progetto di Natale Masuccio, architetto messinese con educazione barocca formatosi a Roma e su richiesta dei padri della Compagnia di Gesù. Alla realizzazione del complesso, comprendente oltre alla chiesa anche il convento ed il collegio, parteciparono anche gli architetti Pietro Castro e Paolo Rizzo: essi furono in grado di conferire all’edificio un singolare valore artistico e architettonico, elevandolo a capolavoro dell’architettura siciliana di quel periodo. L’interno, diviso in tre navate, è elegantemente decorato con magnifici quadri di stucco a mezzo rilievo raffiguranti immagini bibliche, opera di Bartolomeo Sanseverino, allievo di Giacomo Serpotta.
Nell’abside, sopra l’altare maggiore, è situata una bellissima scultura in marmo di Carrara, che rappresenta la Madonna Immacolata, opera dello scultore palermitano Ignazio Marabitti. A destra del cappellone si trova la cappella di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine dei Gesuiti, opera dell’architetto Amico. Il pulpito, opera di maestranze trapanesi del XVII secolo, è in marmo bianco, nero e rosso venato con ricche decorazioni ad intarsio e a mezzo rilievo.

La chiesa viene consacrata nel 1705; gli abbellimenti non vengono completati a causa della soppressione della Compagnia dei Gesuiti nel 1773. Le leggi eversive del 1866 allontanano definitivamente dalla città i religiosi ed i locali vengono affidati al comune, che li adibisce a sede del Tribunale e di scuole pubbliche. L’edificio, chiuso al culto dal 1961 per lavori di restauro, viene riaperto nel 2003 dopo essere stato messo in sicurezza. Durante i recenti lavori di restauro, completati nel luglio 2012, sono venute alla luce alcune statue in tufo di Favignana ricoperte di stucco e probabilmente dipinte da stuccatori trapanesi del ‘600.

Giorgio Giacalone e Lorenzo La Rocca

Fonte: http://www.turismo.trapani.it/it/1504/chiesa-e-collegio-dei-gesuiti.html

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La chiesetta di Santo Liberale, con il suo piccolo ma prezioso ambiente interno – caratterizzato da un bellissimo tetto a “dammuso” -, ha purtroppo totalmente perduto la bellezza del suo originario prospetto esterno, andato in rovina per i bombardamenti della II Guerra Mondiale e l’attività erosiva del mare, oltre che per l’incuranza e la negligenza dell’uomo.

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